ArtVerona 2026

Pad 12 – Stand I3 | Sezione STILL 

9 – 11 Ottobre, 2026

Venerdì 9 ottobre dalle ore 14.00 alle ore 21.00 
Sabato 10 e domenica 11 ottobre dalle ore 11.00 alle 19.00

Se la fotografia nasce da una sospensione: un gesto capace di interrompere il fluire del tempo e trasformare un istante in una presenza destinata a durare, tuttavia ciò che accade dentro quell’istante non è mai immobile. La proposta della Galleria Giampaolo Abbondio, attraverso generazioni, linguaggi e sensibilità differenti, interrogando proprio questa tensione tra fissità e movimento, tra ciò che l’immagine trattiene e ciò che, invece, continua ad accadere al suo interno.

In questa prospettiva, la fotografia può essere memoria, esperienza, documento, costruzione, traccia o spazio di resistenza. Mara Palena lavora sul rapporto tra immagine e memoria, attingendo a materiali d’archivio e ad un repertorio fotografico personale che rielabora attraverso fotografia, video e suono. Simone Bergantini trasforma codici e artifici della fotografia in un costante terreno di ricerca e interrogazione sull’immagine contemporanea.

Con Yannis Bournias, la fotografia torna a confrontarsi con il viaggio e con lo sguardo rivolto all’esterno: persone e luoghi diventano materia di un’indagine che attraversa ritratti e paesaggi notturni, tra osservazione e costruzione atmosferica. In John Pepper lo scatto conserva invece una dimensione quasi percettiva: dalla tradizione della street photography alla ricerca sui paesaggi umani e non umani, l’immagine diventa una forma di attenzione capace di sottrarre il reale alla sua immediatezza.

A questa dimensione documentaria e insieme profondamente personale si lega il lavoro di Edo Bertoglio, testimone della scena artistica e musicale della New York degli anni Settanta e Ottanta. Le sue fotografie restituiscono una stagione irripetibile attraverso immagini che, pur appartenendo alla storia, conservano la vitalità di un presente ancora in atto. 

Infine, la ricerca di Elyla porta il fotografico oltre il confine dell’immagine autonoma, intrecciandolo a performance, ritualità e pratiche corporee. La fotografia diventa qui segno di un’azione e luogo di negoziazione dell’identità, attraverso una ricerca che mette in discussione narrazioni coloniali e forme consolidate di appartenenza.

Sette posizioni, dunque, lontane per generazione e pratica, ma accomunate dalla volontà di sottrarre l’immagine alla sua apparente immobilità. In STILL, ciò che è fermo non è necessariamente concluso: ogni fotografia trattiene un prima e un dopo, una storia già accaduta e qualcosa che continua a modificarsi nello sguardo di chi osserva.

Siamo lieti di annunciare la nostra partecipazione a miart 2024 con “Paris au Printemps 1974” di Edo Bertoglio 

We are pleased to announce our participation to miart 2024 with a “Paris au Primtemps 1974” by Edo Bertoglio

Exhibition Views

Ph. Roberto Sala